Illorai La storia

    Illorai faceva parte della contea del Goceano, formatasi nel XIV secolo e vanta antichissime origini, fu   infatti il suo primo capoluogo e residenza del giudice.

    Il piccolo centro era anche contea, permangono ancora la casa e l’orto del conte, allora Ledda di Ittiri. Illorai, fino ai primi del secolo scorso, era chiamato Lorai[1]. Alcuni storici, affacciano l’ipotesi che Illorai sia l’antica città romana di Lesa, celebrata da Tolomeo nella seconda metà del 200 d. C.

    È vero che di Lesa non conosciamo l’ubicazione precisa, anzi su di essa Tolomeo ha creato una certa confusione. Di preciso si sa solo che questa città romana sorgeva nella alta valle del Tirso, non lontana dalle terme ed Illorai dalle terme non dista molto.

    Inoltre c’è da aggiungere che Illorai, in regione Sos Banzos, vanta sorgenti minerali quasi simili a quelle di Benetutti e come queste adatte a curare i dolori reumatici.

 Il territorio

    Illorai è un piccolo paese del Goceano, in provincia di Sassari, che ha 1121 abitanti come risulta dall’ultimo censimento del 2002.Occupa  una   curiosa  posizione,  il suo  territorioinfatti  si estende fino  ai piedi  dell’ultimo monte della catena del Marghine, ma è compreso dentro la valle del Goceano, incuneandosi fra colline irrigue che danno un senso di freschezza e di gaio riposo.

    Illorai confina a nord con i  comuni di Burgos e Esporlatu,  a nord-est  con Bottidda e Orotelli, a sud-sud-est con il centro di Bolotana, a sud-est con Orani. Come si nota Illorai è sì in provincia di Sassari, ma confina con diversi centri della provincia di Nuoro, ossia Orani, Orotelli e Bolotana.  

    Il mio paese è situato in collina a una  altezza di 503 m. sul livello del mare. La parte montana arriva a sfiorare quote intorno ai 1000 metri; mentre i livelli più bassi oscillano intorno ai 230 metri circa. Il territorio si estende su circa 5000 ettari, ovvero intorno ai 50 chilometri quadrati.

    Una parte del territorio è stato dato in concessione all’Ente Foreste della Sardegna e qui vi lavorano molti nostri paesani e parenti; una parte è di proprietà privata; un’altra parte appartiene al Comune, il cosiddetto Comunale, dove i nostri allevatori conducono le proprie greggi. Tutto il territorio è percorso dal Tirso che scorre placido tra una lussureggiante vegetazione.


[1] Ma afferma, sul suo volumetto “Nel Goceano”, lo storico illoraese Mons. Damiano Filia, al quale è dedicata la nostra scuola: “Illorai non poteva chiamarsi, ai primi del secolo scorso, Lorai perché in un’iscrizione, che si leggeva nel presbiterio della chiesa di N. S. del Carmine ad Alghero, si rileva: sedent in pendice orientali montium Castrum Goceani a Gonario Iudice Turritano, loci natura magis quam arte munitum ciusque suburbiun (Burgos che parla della Spagna) et oppida Illorais (e non Lorai), Sporlati, Bottidae et Bortiocoris”.

(Tratto da: Il sughero, l’ambiente, il paesaggio Classe partecipante: gli alunni della Ia A (scuola media) Anno scolastico 2004-2005)