“Sa cumpanzia de sa fotografia”

Tra le varie associazioni  nate ad Illorai non poteva mancare “Sa cumpanzia de sa fotografia” costituita da un gruppo di giovani accomunati dalla passione per la fotografia.

Lettera di  Luisa Zoncheddu Solinas (Vice Console Onorario d’Italia  Sarnia-Lambton, Ontario Canada)

“Sa cumpanzia de sa fotografia”

Sta organizzando per la festa del patrono San Gavino  (24 - 26 ottobre 2007) la seconda mostra fotografica sulle tradizioni antiche di Illorai. Chi avesse foto d'epoca da pubblicare può contattare gli organizzatori

Prima mostra fotografica “Comente fimus” - ottobre 2006 -

Dal 24 ottobre al 3 novembre 2006 il piccolo centro goceanino di Illorai ha messo in mostra il proprio passato in “Comente fimus”, prima mostra fotografica in bianco e nero organizzata dalla neonata associazione “Sa cumpanzia de sa fotografia”. Tra le circa 1.200 vecchie foto messe a disposizione dagli abitanti del paese, ne sono state selezionate ed esposte 120 per illustrare e ripercorrere a ritroso un secolo di storia, dalla seconda metà del XIX secolo al 1970 circa. Un gradevole e affascinante excursus espositivo storico-fotografico reso ancora più incantevole dalla suggestione del bianco e nero, attraverso i ritratti di volti arcaici, le immagini di antichi monumenti e di paesaggi ancora intatti. La mostra, ospitata nei locali della sala parrocchiale di Santa Croce, ha ottenuto un tale successo di pubblico che l’organizzazione ha deciso di posticipare la chiusura prevista inizialmente per il 31 ottobre al 3 novembre. Oltre agli abitanti del paese sono giunti numerosi anche visitatori provenienti da altre località dell’isola e molti illoraesi residenti fuori paese, ma rientrati in occasionane dei festeggiamenti per il santo patrono San Gavino Martire e per la ricorrenza della commemorazione dei Defunti. Diverse centinaia di persone hanno visitato l’esposizione che, nelle intenzioni degli organizzatori, vorrebbe essere solo il primo passo di un lungo percorso di riscoperta della storia del paese e di recupero delle sue più antiche tradizioni. Particolarmente apprezzate sono state le foto dell’antica chiesa parrocchiale di San Gavino, un monumento di cui restano solo rarissime immagini.

 

Seconda mostra fotografica ottobre 2007 -

"Comente fimus-Sas caras nostras de pedra et bentu" -

si e conclusa, con successo,  ad  lllorai  la seconda    edizione    di "Comente fimus-Sas caras nostras de pedra et bentu", la mostra storico-fotografica organizzata  all'associazione "Sa cumpanzia de sa fotografia". l'evento o stato ospitato, anche  quest'anno, nella sala parrocchiale del paese, e ha attratto alcune centinaia di entusiasti visitatori. Le oltre 120 foto d'epoca rappresentano quella che, ipoteticamente, poteva essere la vita, dall'infanzia fino alla morte e attraverso momenti importanti come il matrimonio, di un Illoraese vissuto in un lasso di tempo che va da fine 8OO agli anni `70 del secolo appena trascorso. Quello che appare  immortalato  dal bianco e nero è un paese, a tratti, irriconoscibile, non solo per le strade e le case in pietra, ma anche per tutti quei  piccoli gesti quotidiani, quei momenti collettivi e quelle tradizioni che la modernità ha progressivamente cancellato dalla memoria degli abitanti di molti paesi dell'lsola. Per questa ragione, le foto esposte sono da considerarsi come un'eredità unica per le nuove generazioni di illoraesi, per i quali questa mostra e stata n'occasione per prendere coscienza delle proprie radici storiche e culturali. Ad accorrere più numerosi sono stati, però, i "giovani di un tempo", che hanno rivissuto attraverso le foto, i loro giochi infantili per Ie viuzze o nella piazza del Comune e, da adolescenti, Ie loro feste e gli spuntini in campagna. Tra Ie foto, gentilmente concesse dagli abitanti del paese, ricordiamo quelle messe a dispo sizione dal parroco emerito di Bultei, don G. Mugoni, ex vice-parroco di lllorai, che ritraggono la processione che negli anni '50 del Novecento, porto la Madonna della Neve fino al nuovo santuario di Luche, e quelle concesse da don G.Carta di Illorai in cui, nella cornice dell'antica chiesa parrocchiale di San Gavino, 6 rappresentata la consacrazionc al sacerdozio di don Gavino Leone, irettore di "Voce del Logudoro". Di particolare interesse sono anche le quattro gigantografie esposte, in particolare quella che, per scelta degli organizzatori, apre la mostra e che ritrae un calzolaio al lavoro nella sua bottega, immagine simbolo di un mondo che non do piu, divorato dalla tecnologia e dalla globalizzazione

(Antonello Sanna - Voce del Logudoro n. 40 del 18.11.07)